Ecco una delle mie fan fiction. Alcune di voi ovviamente la conoscono già. La protagonista ovviamente è Giulia, ma npon una Giulia attrice e fidanzata con Simone Corrente, bensì una Giulia 16enne, una liceale che dal un lato vorrebbe diventare un attice mentre da un altro non vorrebbe deludere il padre, che sogna per lei un futuro da architetto. Sarà l' incontro con un giovane e simpatico ragazzo a farle capire quel' è la sua strada!
Giulia, 16 anni, spirito un po’ ribelle, era appena uscita da scuola. Quella era stata una giornata terribile, in tutti i sensi. Aveva “litigato” con la professoressa di Inglese, il compito di matematica era andato uno schifo e per di più aveva preso 5 al compito di Greco. 5…lei che prendeva sempre 7 e 8, aveva avuto 5! E adesso come al solito ci sarebbe stata la ramanzina del padre. Le avrebbe detto che doveva impegnarsi di più, che la scuola era importante eccetera, mentre sua mamma avrebbe cominciato con la solita storia…già le sembrava di sentirla..”Giulia, come devo fare con te…sempre in giro con gli amici, a fare casino…prendi esempio dai tuoi fratelli…”
Ecco, un'altra cosa che non sopportava, l’ essere sempre paragonata ai fratelli maggiori. Paolo e Sara. Lei non era come loro, lei non voleva diventare architetto… quattro architetti nella loro famiglia erano pure troppi…e invece no, secondo suo padre anche lei avrebbe dovuto seguire le orme della famiglia...ma non era quello la sua strada, Giulia ne era certa…il suo sogno era sfondare nel mondo dello spettacolo. Ma non come quelle sgallettate che aspirano a diventare veline, letterine e roba del genere… quel genere di ragazze non le sopportava… lei voleva diventare un attrice. Era quello che doveva fare, l’ attrice, ne era certa. Era nella compagnia teatrale della sua scuola e le erano stati affidati spesso ruoli da protagonista…ma i suoi non volevano capire…e non aveva mai avuto il coraggio di dirlo a suo padre…gli avrebbe fatto prendere un colpo…lei era la cocca di papà…lui era orgoglioso della sua bambina…con gli amici e i colleghi non faceva altro che parlare di lei…di quanto fosse bella, di quanto fosse brava a scuola e di quanto fosse orgoglioso di lei…come faceva a confessargli quali fossero le sue reali aspirazioni…uffa, uffa e arciuffa…cosa doveva fare??
Stava per girare l’ angolo quando andò a sbattere contro qualcuno che stava correndo. Cadde a terra e i fogli che aveva in mano si sparpagliarono attorno a lei.
G: hey…stai più attento!
Alzò lo sguardo e rimase a bocca aperta. La persona che le era caduta addosso era un ragazzo, e pure carino. Castano chiaro, occhi color nocciola, sguardo penetrante. Bellissimo.
“scusami, andavo di fretta…mi dispiace tanto…stai bene??”
G: si...sto bene…grazie!
“sono mortificato…devo scappare…ciao, e scusami ancora!”
L’ aveva aiutata ad alzarsi ed era scappato via, lei l’ aveva seguito con lo sguardo. Chissà chi era…scosse la testa…ora non poteva pensarci…doveva trovare il moto per dire del 5 ai suoi…
M: Giulia!!! Giulia!!
Marco, il fratellino di 14 anni, la raggiunse correndo.
G: Marco…ma oggi non saresti dovuto uscire alle 14.30?
M: no… mancava la prof e siamo usciti prima!
G: ah…se l’ avessi saputo t’ avrei aspettato!
M: fa niente… com’ è andata a scuola?
G: hai una domanda di riserva?
M: che è successo?
G: ho preso 5 al compito di greco.
M: cavoli…e adesso come lo dici a papà?
G: boh…non ho deciso nemmeno se glielo dico…a te invece? Tutto bene?
M: si.. tutto bene…adesso sbrighiamoci che ho fame!
Marco cominciò a correre.
G: Marco!! Marco!!! Aspettaaa!!
Scosse la testa, non sarebbe mai cambiato…lui era il ciclone della famiglia…sempre in movimento...una testa calda! Sara e Paolo invece erano più seri… Paolo era il maggiore. 21 anni, studiava architettura e giocava a pallacanestro. Giulia gli era molto affezionata. Lui aveva la tendenza a sorvegliarla…era geloso delle sue sorelle, e non gli andava mai bene nessun fidanzato. Bello e simpatico, aveva non poche ragazze ai suoi piedi, e Giulia le odiava, tutte!
Anche Sara studiava architettura. Era la più riflessiva della famiglia. Più saggia e posata di Giulia, se ne stava sempre per i fatti suoi. Non le piaceva lo sport, ma non saltava mai gare e partite dei fratelli. Gli altri tre si rivolgevano sempre a lei per qualche problema. Giulia le voleva molto bene, e le raccontava tutto. Lei era la terzogenita. La preferita dal papà. Era testarda e ribelle, amava lo sport e la natura, adorava cantare e recitare, soprattutto. Qualche volta litigava con Marco, ma bastava un nulla per farli riappacificare. Frequentava il liceo classico Dante Alighieri di Roma. Le piacevano da morire i film horror mentre odiava le cose melense… film strappalacrime, romanticherie e frasi dolci…no, non erano affatto roba per lei!
E poi Marco, l’ ultimo della famiglia…stessa scuola della sorella, primo anno. Allegro e simpatico, sempre con la battuta pronta e sempre con una fidanzatina diversa.
E poi c’ erano i genitori. Il padre, Alberto Bevilacqua, era un architetto famoso e rispettato. Lavorava per le persone più ricche e importanti del Lazio. Era un uomo severo, ma disponibile e affettuoso con i figli e la moglie. Voleva un gran bene ai figli, ma con Giulia aveva un rapporto particolare. Aveva rischiato di perderla alla nascita e così si era affezionato a lei più degli altri figli. Era sicuro che Giulia sarebbe diventata un bravo architetto, proprio come lui, ed esigeva che la figlia fosse una studentessa modello. E Giulia lo era, si impegnava molto nello studio, perché ci teneva a non deludere suo padre. Ma a lei non piaceva studiare, non era quello che voleva fare. Però suo padre le aveva sempre dato tutto, esaudiva ogni suo desiderio, e tutto quello che chiedeva in cambio era che lei lo soddisfasse. Che poteva fare?
La mamma si chiamava Antonella D’ Ambrosio. Architetto pure lei, ovviamente. Era una donna severa e autoritaria, che aveva il comando a casa. Dai figli pretendeva rispetto ed educazione, e li aveva educati secondo questi principi. Ma Antonella sapeva essere anche una madre dolce e comprensiva, sempre pronta a sostenere i suoi figli. Non aveva preferenze, ma trattava tutti i figli nello stesso modo, rimproverandoli se necessario e comprendendoli se le sembrava giusto.
Giulia entrò in casa appena dopo Marco sbattendo la porta.
G: siamo a casa!!
La mamma la raggiunse nell’ atrio.
A: ciao tesoro…com’ è andata a scuola?
G: bene… vado di sopra a cambiarmi!
A: va bene, sbrigati che il pranzo è pronto!
G: ricevuto! – urlò salendo le scale. Entrò in camera e si gettò sul letto. Non riusciva a smettere di pensare a quel ragazzo di prima…non si riconosceva più…lei, la cui teoria diceva che non valeva mai la pena piangere o tormentarsi per un ragazzo, stava pensando proprio a un ragazzo! Basta!! doveva toglierselo dalla testa, tanto non l’ avrebbe mai più rivisto!
Sentì il campanello, era arrivato il papà. Si alzò, indossò una tuta e scese.
G: ciao papà!
Alb: ciao tesoro! Dove sono gli altri?
A: Marco è in camera sua, Sara e Paolo dovrebbero arrivare tra poco.
Non finì la frase che i due fratelli fecero il loro ingresso a casa. Si sedettero tutti a tavola, per il pranzo.
Alb: allora? com’ è andata a scuola?
M: a me bene…non abbiamo fatto niente!
A: Giulia… stamattina ho incontrato Matteo!
Alb: che sarebbe…?
G: un amico…- guardò la mamma - …e quindi?
A: era con il motorino.
G: beh?
A: beh? Se solo ti azzardi a salire dietro quel tipo non so che ti faccio! E’ un cretino! Hai visto come guida? Guarda Giulia, non sto scherzando, non voglio che ci vai!
G: ma io non ci vado infatti…mi ha soltanto dato un passaggio a casa l’ altra sera! Ero con Chiara e dato che lei è andata via prima mi ha offerto un passaggio…tutto qui!
A: ci sei andata allora…e io non voglio!
G: avevo il casco mamma!
Alb: vabbeh Giulia…la mamma ha ragione, non ci andare più! Comunque, a te com’ è andata a scuola?
Giulia, in un momento di trasgressione totale, decise che quello era il momento giusto.
G: papà…oggi ho preso 5 in greco!
I genitori non l’ avevano presa bene quella notizia. Il padre le aveva fatto una bella ramanzina dicendole che ultimamente non studiava abbastanza, la mamma invece si era limitata ad esclamare “vorrà dire che uscirà di meno…”
Grrr…che rabbia. Eppure non aveva nessuna voglia di studiare. Era seduta dietro la scrivania con i libri di latino davanti. E pensava… pensava a lui…accidenti proprio non riusciva a toglierselo dalla testa. Il bussare dietro la porta la riscosse dai pensieri.
G: chi è?
A: sono io…posso entrare?
G: si mamma…vieni!
A: Che fai?
G: studio…
A: bene, sbrigati che stasera usciamo!
G: ma io devo scendere con… - la mamma la fulminò con lo sguardo.
G: e va bene…dove andiamo?
A: a una cena.
G: una cena? E con chi?
A: siamo stati invitati da un amico di papà.
G: che palle!!
A: veloce che alle 8.00 dobbiamo scendere.
G: va bene…
Di male in peggio…un'altra noiosissima cena dagli “amici di papà”…ma quanti amici ha questo?
Vabbeh…adesso doveva solo finire i compiti…gli era bastata la ramanzina del dopo pranzo!
Fortunatamente le versioni non erano difficili, e riuscì a finirli per le 6.30. Però doveva studiare storia…guardò l’ orologio…pazienza, avrebbe ripetuto domani all’ intervallo. Aprì l’ armadio, prese un jeans e una t-shirt e lì indossò. Stava dirigendosi in bagno quando incontrò i genitori.
A: Giulia, siamo a una cena…non puoi vestirti come se dovessi andare a correre!
G: ma mamma…è un jeans!
Alb: perché non metti il vestito rosa?
G: scherzi? Sembro una bambola di porcellana!
A: beh…comunque togli quegli abiti e metti qualcosa di più decente.
Rientrò in camera scocciata…adesso non poteva mettere nemmeno quello che voleva lei?? non aveva più 10 anni ormai, perché non volevano accettarlo!
Optò per una gonna tra lo sportivo e l’ elegante, stivali e una maglietta a maniche corte…erano a Maggio, cominciava a far caldo! Quell’ abbigliamento fortunatamente andò bene ai suoi, così alle 7.50 uscirono di casa. Paolo e Sara uscirono per conto loro, i soliti fortunati…
Arrivarono da questi famosi amici… Abitavano in una villa verdeggiante e una bella casa a due piani, un po’ come loro. Vide un uomo e una donna uscire sorridenti, dovevano essere i padroni di casa. Lì saluto educatamente, poi furono invitati ad entrare. La donna si chiamava Franca, l’ uomo Carlo.
F: Giulia, vieni…ti presento mia figlia, ha la tua stessa età!
G: ah…che bello – disse fingendosi interessata.
La condusse in salone. La ragazza stava leggendo un libro.
F: Ecco…Roberta, lei è Giulia!
R: ciao Giulia…io sono Roberta!
G: piacere!
F: Roby, dov’ è tuo fratello?
R: era salito un attimo di sopra…non so dove…ah, eccolo!
Giulia istintivamente si girò. Spalancò la bocca. No, non poteva essere vero. Lì, sulle scale, c’ era lui. Il ragazzo di quella mattina. Non riusciva a crederci! Era bellissimo!
F: ah tesoro. Vieni, ti presento Giulia! Giulia, lui è Simone!
S: ciao – la salutò sorridendo.
G: Ci…Ciao…
Giulia: ci…Ciao!
Simone: scusami per stamattina! – le disse sorridendo.
Giulia: eh..ehm..figurati…non fa niente, è stata anche colpa mia!
Franca: ma voi due vi conoscete già?
Simone: no Mamma…è che stamattina stavo correndo, non l’ ho vista e ci siamo scontrati. Non tis ei fatta male, vero? – si rivolse poi a Giulia.
Giulia: No!...non, tranquillo…sto bene!
Simone: ah menomale!
Franca: Simone, loro sono i genitori di Giulia, Alberto e Antonella. Lui è il figlio Marco.
Simone: piacere!
Marco: Piacere…
Carlo: bene, visto che si siamo presentati, possiamo pure sederci, venite...
Si sedettero a tavola. Franca servì i piatti, poi cominciarono a parlare.
Franca: allora Giulia… tu vai a scuola immagino…
Giulia: si…sono al terzo anno di liceo Classico.
Franca: ah bello…anche Roberta è al Classico!
Giulia: wow, sei alla dante Alighieri?
Roberta: si…anche tu? Che bello…in che sezione sei?
Giulia: A…tu?
Roberta: io C!
Giulia: ah…conosco un paio di ragazzi in quella sezione.
Roberta: ma va? E chi?
Giulia: si chiamano Francesco e Marcello!
Roberta: ah si…sue scansafatiche.
Alberto: e Giulia potrebbe mai frequentare qualcuno che vada bene a scuola!
Giulia: papà!!
Antonella: e tu Simone?
Simone: io ho concluso il liceo Scientifico, poi mi sono iscritto alla Scuola Nazionale di Cinema a Roma!
Giulia: davvero?? Sei un attore??
Simone: beh, attore è una parola grossa…diciamo che studio per diventarlo…
Giulia: wow!
Alberto: Giulia invece finito il liceo si iscriverà ad Architettura, e prenderà il mio posto, vero tesoro?
Giulia: si papà!
Carlo: Marco, e tu?
Marco: stessa scuola di Giulia, stessa sezione…
Roberta: ma tu sei il fidanzato di Emma, vero?
Giulia: Emma??
Roberta: si…è una mia amica, ma è al primo anno, nella E!
Marco: ehm…si Emma è una mia amica, ma non stiamo insieme!
Giulia: ma non stavi con quella Claudia tu?
Marco: no…ci siamo lasciati…complimenti signora, è tutto buonissimo!
Franca: oh, grazie caro!
Giulia, Simone e Roberta sorrisero.
La cena proseguì allegramente, poi cominciarono a parlare delle vacanze.
Carlo: ormai l’ estate è alle porte… dove andrete in vacanza?
Antonella: non abbiamo ancora deciso… i nostri figli più grandi andranno in vacanza per conto loro, Giulia e Marco verranno con noi. Loro a metà Giugno partono per il campo scout e ci restano fino a inizio Luglio.
Simone: Anche tu sei negli scout?
Giulia: si, perché anche tu?
Simone: si! e se non erro saremo nello stesso posto nello stesso momento. Sei di Roma I?
Giulia: si!
Simone: bene…io sono del clan, partiremo con voi per darvi una mano!
Franca: che bella notizia!
Alberto: Già almeno sarò meno in pensiero!!
Giulia: Papà!! Ancora con questa storia?
Alberto: adesso non posso nemmeno preoccuparmi?
Giulia: sono una capo squadriglia papà, non sono alla prime armi! Me la so cavare!
Simone: Ho saputo che l’ anno scorso avete combinato un bel macello…
Giulia: Beh si… ma non volevamo fare nulla di male!
Antonella: cosa è successo?
Giulia: vedi…noi più grandi abbiamo organizzato un escursione notturna, senza dire nulla…ma uno si è fatto male e ci hanno scoperto!
Marco: meglio…la prossima volta lo dici anche a me!
Giulia: che dovevo dirti? Avevi tredici anni! eravamo solo capi e vice!
Marco: beh? Io sono tuo fratello!
Giulia: un motivo in più per non avvertirti!
Alberto: hey…comunque io non sapevo nulla!
Giulia: niente di speciale papà…non era la prima volta che facevano cose del genere…solo che quella volta ci hanno scoperto!
Simone: e si sono arrabbiati…
Giulia: già!
Simone: ho sentito dire che siete il gruppo scout più terribile di tutta Roma…per questo mandano noi! Siamo quasi più severi dei capi reparto! Vi terremo sempre a bada!
Giulia: chissà…e tu Roberta non sei negli scout?
Roberta: oh no…assolutamente! Non è per me!
Carlo: Roberta è come la mamma… non ama l’ avventura!
Simone: Per un ragno in camera farebbe scoppiare il finimondo!
Giulia gli sorrise, lui la guardò e fece lo stesso. Per un attimo si dimenticarono di essere con le famiglie. Fu la voce di Franca a riportarli alla realtà.
Franca: Ragazzi, perché non andate un po’ in giardino? Non so, se volete chiacchierare un po’ senza noi…
Simone sorrise alla madre.
Simone: Si mamma, è un’ ottima idea! Andiamo!
I quattro si alzarono e uscirono in giardino. Marco si allontanò per avvicinarsi al cane dei Corrente; Roberta, avendo capito tutto, si congedò dicendo che doveva finire i compiti.
Giulia e Simone rimasero soli. Si sedettero sul dondolo, uno accanto all’ altro.
Simone: Piuttosto protettivo tuo padre, vero?
Giulia: Oh…lui è così…all’ antica! Io gli voglio bene ma… a volte vorrei che non fosse così oppressivo.
Simone: Non ti ho vista molto entusiasta quando tuo padre ha detto che avresti seguito le sue orme!
Giulia: Già… ma tanto ora neanche ci faccio più caso! Finirò il liceo e mi iscriverò ad architettura…è questo il mio destino!
Simone: non devi arrenderti così! Se non è questo che vuoi dovresti dirglielo!
Giulia: sarebbe inutile…mi prenderebbe per pazza!
Simone: non è detto!
Giulia: Simone, non è così facile…i miei non sono come i tuoi!
Simone: non credere…anche loro non è che abbiano preso poi così bene la decisone di non volermi laureare! Quando gli ho confessato di voler diventare un attore, hanno fatto di tutto per convincermi a cambiare idea! Io però ero irremovibile e mi sono iscritto alla Scuola Nazionale di Cinema!
Giulia: e com’ è?
Simone le sorrise.
Simone: Tu hai la mia stessa passione Giulia, vero?
Giulia: e tu come lo sai?
Simone: l’ ho capito subito, quando ho detto ai tuoi della Scuola!
Giulia: credo che il mio sia un sogno irrealizzabile!
Simone: no, non è vero… due sono le cose più importanti…passione e determinazione… la prima ce l’ hai, la seconda un po’ meno! Lo vuoi un consiglio Giulia? Non ti arrendere, metticela tutta perché se è davvero l’ attrice quello che vuoi fare, ci riuscirai.
Giulia chinò il capo sorridendo. Poi una voce la fece sobbalzare.
Franca: Giulia, tesoro, i tuoi stanno andando via…
Giulia: arrivo subito!
Franca: Bene – si allontanò
Giulia: Grazie Simone, mi ha fatto bene parlare con te!
Simone: figurati Giulia…mi ha fatto davvero piacere conoscerti! Allora ci vediamo in campeggio?
Giulia: si! Ciao!
Lui si chinò leggermente e le diede un bacio sulla guancia. Poi ritornarono insieme in casa.
I genitori si stavano salutando. Si unirono a loro, poi Giulia e la sua famiglia tornarono in auto.
Alberto: allora Giulia, com’ è il figlio di Carlo?
Giulia si bloccò un attimo, non sapeva cosa rispondere (avete presente lo speciale??). Poi…
Giulia: simpatico!
to be continued...