ANNA & LUCA – LA STORIA DI UN AMORE1° CapitoloEra un pomeriggio tranquillo, nessun caso di particolare importanza, Luca ed Anna erano negli uffici e chiacchieravano tranquillamente.
A: Che strano, questo è stato un pomeriggio abbastanza tranquillo…
L: aspetta a parlare, non sia mai che ci spunta un bel caso dell’ ultimo minuto!
A: oggi la denuncia più importante è stata quella della signora che ha denunciato la scomparsa del gatto!
L: appunto, magari ci chiamano per denunciare la scomparsa di un criceto!
A: eh, mai dire mai…
Risero insieme, poi, Luca, tornando serio, si rivolse all’ amica:
L: ti vedo diversa in questi ultimi giorni, più tranquilla…
A: sono davvero più rilassata ultimamente… sai, con tutto quello che è accaduto…l’ arresto di Carrano, l’ aver finalmente ricordato il mio passato… sto molto meglio!
L: e noi due?
A: noi due cosa?
Luca prese coraggio…
L: Senti Anna, volevo dirti…mi dispiace per quello che è successo… il bacio, e…
Anna lo interruppe:
A: No, Luca; non hai nulla da scusarti; lo volevo anche io, non è stata colpa tua!
L: e tu lo vuoi ancora?
Anna lo guardò, poi abbassò lo sguardo imbarazzata…
A: Luca, io lo vorrei…è che non so se tu…
Luca non le diede neanche il tempo di parlare che la spinse al muro, la bloccò e la baciò.
Anna in un primo momento era rimasta sorpresa da quel gesto del collega, così inaspettato; Poi si lascio trasportare e ricambiò quel bacio. Si guardarono intensamente negli occhi, poi Anna si allontanò di qualche centimetro e disse…
A: Luca, forse stiamo facendo una str***ata, tu…
Stavolta fu lui ad interromperlo.
L: Anna, hai ragione, io sono gay, e non lo so cosa mi succede, non lo cosa mi è successo...so soltanto una cosa, non so come e quando sia successo, ma io mi sono innamorato di te!
Lei abbassò lo sguardo, quasi come se non ci credesse. Luca se ne accorse e delicatamente le mise una mano sotto il mento facendole alzare il viso…
L: cos’ hai?
A: dici sul serio?
L: mai stato più serio di così.
Le parole dettero spazio a un altro bacio, poi a un altro ancora, fino a quando non sentirono la porta aprirsi e si staccarono di scatto.. la faccia di Irene spuntò dall’ uscio della porta.
I: ragazzi, noi – poi si accorse della gaffe – ops, forse ho interrotto qualcosa…
I ragazzi si guardarono imbarazzati, rossi come due peperoni.
A: No, non ti preoccupare Irene, cosa c’ è?
I: ehm… io e Ale staremmo per andare…voi che fate? – era anche lei in evidente imbarazzo, avendo capito di essere passata in un momento sbagliato.
L: vi raggiungiamo tra un momento!
I: Bene, vi aspettiamo fuori, e…scusatemi!
A: figurati Ire!
La donna chiuse la porta e i due si guardarono un attimo, prima di scoppiare a ridere…
A: andiamo?
L: meglio…
A: da me?
L: come vuoi!
Uscirono e videro Irene e Alessandro che confabulavano tra loro. Poi, essendosi accorti degli amici, si bloccarono e Alessandro chiese…
Al: avete finito?
L: Alessà, piantala!
Al: ma che ho fatto? – disse con la faccia più innocente del mondo…
A: andiamo va, ciao ragazzi, ci vediamo domani!
I: ciao! Ah, ragazzi… mi perdonate per la questione di poco fa?
A: non hai nulla da farti perdonare! A domani!
Arrivarono a casa di Anna. Non appena lei chiuse la porta, Luca ricominciò a baciarla e, in un attimo, si ritrovarono in camera da letto. Lui stava per sbottonarle la camicetta quando lei si bloccò.
A: Luca, aspetta un attimo...
L: cosa c’ è ? – le chiese staccandosi di qualche millimetro.
A: Luca, non ce la faccio, mi dispiace, non posso…
Luca la precedette…
L: Anna, tranquilla, è normale… non preoccuparti, infondo c’ è tempo!
A: scusami…
L: e di che?
Un attimo di silenzio…
L: piuttosto, dici che quei due ci hanno scoperto?
A: mi sa proprio di si! Irene di sicuro… che figuraccia!
L: e di sicuro l’ ha detto pure ad Alessandro!
A: certamente, e io dico che in meno di una settimana lo viene a sapere tutto il commissariato!
L: lo dico pure io… beh, tanto a noi che importa?
A: ma come… vuoi essere al centro dei pettegolezzi per tutto il mese?
L: fosse per me lo direi a tutto il mondo!
A: certo…
L: non ci credi?
Lei sorrise, poi si accucciò vicino a lui, chiuse gli occhi e si addormentò di colpo. Luca rimase a guardarla, sorrise, e poco dopo la segui tra le braccia di Morfeo.
2 CAPITOLO (P.S. le frasi tra “virgolette” indicano i pensieri.)
Ore 7.30. La luce filtrava dalle finestre della camera di Anna. Quei flebili e sottili raggi del sole svegliarono la ragazza che aprì gli occhi. Guardò l’ orologio, era proprio ora di alzarsi. Stava per farlo quando si girò e vide Luca accanto a lei. Sgranò gli occhi, e guardandosi si accorse di essere vestita, così come lo era anche lui.
A: Luca! Luca svegliati!
Luca si svegliò, e guardò Anna ancora assonnato.
A: buongiorno! Dai alziamoci, ieri ci siamo addormentati così! Siamo ancora vestiti e sono le 7.30!
L: ma a che ora ci siamo addormentati?
A: più o meno alle 8.00!
L: però, abbiamo dormito parecchio!
A: parecchio? Siamo andati a letto con le galline! Comunque io vado a cambiarmi! Ci vediamo tra una mezz’ oretta al commissariato! Vatti a cambiare anche tu! A dopo!
Gli diede un veloce bacio a fior di labbra e si diresse verso il bagno.
Lui restò per un attimo immobile, un po’ per il sonno, un po’ per il comportamento di Anna. Poi scosse la testa sorridendo. Prese le sue cose e tornò a casa.
In commissariato regnava un bel caos. A differenza del giorno precedente, quel giorno era cominciato male. Le 8.00 e già una denuncia per la scomparsa di un anziano e per furto di un automobile. E per di più del nuovo commissario ancora nessuna traccia.
Vittoria e Ingargiola parlavano al centralino con Ugo.
V: ragazzi, dobbiamo organizzarci! Irene e Alessandro sono in ritardo, e questo non è nulla si nuovo, ma Anna e Luca, che fine hanno fatto pure loro?
U: arriveranno a momenti, spero!
I: e il nuovo commissario ancora non si va vedere!
V: strano però, è una settimana che siamo senza commissario!
U: ma secondo voi come sarà?
I: speriamo sia uno in gamba!
V: innanzitutto speriamo che arrivi presto!
I: ecco Anna!
La ragazza aveva appena varcato l’ ingresso.
A: ciao a tutti! Luca è arrivato?
U: veramente ancora no!
V: tu non sai dove possa essere?
A: “altroché se lo so…” io? no, non lo sento da ieri!
U: boh! Ah, eccolo lì!
L: ciao!
V: ma che fine avevi fatto?
Anna pensò “eh, lo so io che fine ha fatto!”
L: ehm…ho fatto un po’ tardi!
A: ma come Benvenuto, se ne va in giro la notte e poi la mattina fa tardi al lavoro? – disse Anna scherzando. Lui resse il gioco.
L: Vede Gori, ieri sera ho dormito a casa di una persona, e poi questa persona stamattina mi ha rispedito a casa senza darmi neanche il tempo di parlare!
A: ah, e chi è che ha osato rispedirlo a casa senza farlo replicare?
L: sapesse, Gori…sapesse…
Si sorrisero, mentre i tre guardavano ammutoliti la scena. Anna li guardò e dalle facce capì che non avevano capito niente, o meglio forse qualcosa l’ avevano pure capito.. “e adesso??”
A: beh, stavo scherzando!
Luca capì e decise di cambiare argomento.
L: allora? Giornata monotona anche stavolta?
I: direi proprio di no…è stata appena denunciata la scomparsa di un anziano, Lucio Valenti, 67 anni, viveva alla Casa di Riposo di Roma. Andate voi?
L: certo! Vi facciamo sapere!
In auto…
A: credo proprio che abbiano capito tutto!
L: forse…
A: pure tu poi...
L: che ho fatto io?
A: non credi di essere stato un po’ troppo esplicito?
L: forse si, ma tanto prima o poi devono saperlo!
A: ma si, hai ragione! Secondo te faranno storie?
L: intendi i piani alti?
A: si. Ma anche il nuovo commissario…
L: no, non credo…non siamo mica la prima coppia, ci sono anche Ale e Irene, prima Giulia e Paolo…
A: ma com’ era questo Paolo?
L: un ottimo poliziotto, e un grande amico.
A: Giulia ne ha sofferto molto, vero?
L: tantissimo, e come biasimarla, ha passato un bruttissimo periodo, ora però l’ ha superato!
A: l’ ho sentita poco tempo fa, dice che sta bene, vive con Davide e stanno già parlando di matrimonio…
L: però!
A: e le nozze sono previste anche per Sabina e Daniele!
L: wow! Stanno alla grande allora!
A: si! Tu Roberto, l’ hai sentito?
L: si, l’ altro ieri.
A: come sta?
L: dice che il X gli manca molto, che Mauro gli manca molto… ma dice anche che Francesca e i bambini stanno decisamente meglio. Sono più tranquilli e si sente tranquillo pure lui!
A: menomale… sai, è strano, mi sembra tutto cambiato, tutto diverso…
L: è tutto cambiato Anna. Roberto e Mauro sono stati al X per tanti anni, erano un po’ la colonna portante del Distretto! Si sente la loro assenza!
A: già…e ora non ci resta che aspettare il nuovo commissario e i nuovi elementi… speriamo solo arrivino presto perché siamo proprio pochi al commissariato!
L: tra due o tre giorni massimo dovrebbero essere qui!
A: lo credo anche io… - ad un tratto vide qualcosa di strano – ferma!! – urlò a Luca, che frenò bruscamente.
3° CapitoloSquillò il telefono. Ugo rispose.
U: Decimo Tuscolano!
A: Ugo, sono Anna!
U: Anna! Dimmi…
A: Abbiamo trovato il cadavere di un uomo, crediamo sia quello scomparso. Il medico legale sta cercando di capire come e quando è morto. Noi torniamo più tardi, ok?
U: va bene! avviso Alessandro!
A: si, grazie!
Anna chiuse la comunicazione e raggiunse Luca, che aveva appena finito di parlare con il medico legale.
A: allora?
L: è stato assassinato.
A: come immaginavamo…
L: già. Pare sia stato strangolato e poi abbandonato in quella stradina. Stanno provando a risalire all’ assassino.
A: di sicuro non si tratta di un esperto. L’ ha abbandonato lì, sotto la vista di tutti!
L: già, o magari era spaventato!
Anna annuì: Andiamo alla casa di Riposo in cui viveva, magari sapranno dirci qualcosa…
L: andiamo!
Arrivarono in commissariato e incontrarono Alessandro e Irene accanto alla macchinetta per il caffè.
Al: ciao ragazzi…allora, novità?
A: Abbiamo trovato l’ uomo, purtroppo morto!
I: oh, mi dispiace!
A: non lo sapevate?
Al: No!
A: ma come? Ugo non vi ha avvertito?
I: no, non ci ha detto nulla!
A: strano…
L: comunque è stato strangolato e poi trasportato in una strada sperduta poco distante dalla casa di riposo…
Al: un po’ stupidi…
L: già, infatti pensiamo che si tratti di qualche principiante!
A: siamo andati a parlare con gli altri anziani del centro ma non sanno nulla! L’ hanno descritto come un uomo abbastanza tranquillo, abituato a farsi gli affari suoi, anche se pare che ultimamente fosse un po’ cambiato!
I: e adesso che si fa?
L: aspettiamo il referto, e poi agiamo di conseguenza…
Al: giusto...
A: novità sul nuovo commissario?
I: si! Hanno chiamato! Dovrebbe arrivare domani!
L: speriamo! Si sa niente di lui?
Al: nulla!
L: Pazienza!
Ad un tratto li raggiunse Vittoria…
V: Ragazzi, abbiamo ricevuto una segnalazione…ci sono stati diversi scippi nei pressi del parco…non è che potete andare a fare una passeggiata da quelle parti?
I: certo, andiamo noi! Se succede qualcosa chiamate!
V: tranquilli!
Così i quattro si dirigono al parco… la situazione è abbastanza tranquilla, ma decidono ugualmente di divedersi e perlustrare la zona…
L: io non vedo niente di strano!
A: neanche io! ma gli scippatori non operano mica 24 ore su 24! Continuiamo a girare…
L: Certo che tutta questa gente non ha proprio nulla da fare se passa il tempo camminando avanti e indietro… Anna? Anna, ci sei? Pronto?
Lo sguardo di Anna viene catturato da quello di un uomo, si fissano entrambi negli occhi per un secondo, poi l’ uomo abbassa il volto e continua per la sua strada…lei, impietrita, lo guarda allontanarsi…
- Anna? Anna, ci sei? Pronto?
Richiamata dalla voce di Luca, si volta di scatto e lo guarda ancora sotto shock. Luca si sorprende quando vede la sua espressione, è spaventata…
L: Anna, ma che hai? Sei pallidissima…
La accompagna su una panchina e la fa sedere. Lei è ancora in trance…
A: quegli occhi…
L: quali occhi? Amore non stai bene?
Ad un tratto sembra ritornare in lei…
A: cosa?...no, no sto bene….tutto ok…è stato solo un giramento di testa, ma ora è tutto ok!
L: sicura?
A: sicura!
Eppure è sicura di aver già visto quello sguardo da qualche parte…
4° CapitoloAlessandro e Irene raggiunsero Anna e Luca poco dopo.
Al: allora?
L: nulla! Voi?
I: idem! Che si fa?
L: io direi di andare. Non succede nulla e siamo qui da quasi due ore!
I: sono d’ accordo! Anna, tutto bene? c’ è qualcosa di sospetto?
La ragazza infatti continuava a guardarsi intorno, un po’ confusa.
A: no, niente! Dicevate?
L: andiamo via?
A: …
L: Anna?
A: si…si andiamo!
I: ma non ti senti bene?
A: no, è tutto apposto! Sto bene!!
Luca la guardò preoccupato, non convinto delle sue parole.
Al: allora possiamo andare…
Arrivarono in commissariato poco dopo. Appena arrivati Luca prese Anna per mano e la condusse negli spogliatoi.
L: che ti succede?
A: niente Luca, niente!
L: Anna per favore! Non può non essere successo niente! Prima sei sbiancata improvvisamente e avevi qualcosa che non andava! Cosa hai visto al parco?
Anna lo guardò negli occhi, si sedette sulla panca poi si passò le mani sul viso…
A: non lo so di preciso, sono confusa…degli occhi…
Luca si accomodò accanto a lei, le prese la mano.
L: quali occhi? Ehi, Anna… ti prego dimmi cosa è successo!
A: non lo so cos’ è successo Luca! Ho visto un uomo che mi ha ricordato qualcosa, ma non so chi fosse… - fece una piccola pausa – anche se…
L: anche se cosa?
A: sembrava lui… il mio patrigno!
Luca la guardò sorpreso, poi le accarezzò la guancia…
L: amore, ti sarai sbagliata… quel bastardo per fortuna è morto, non poteva essere lui, magari l’ hai confuso con qualcun’ altro!
A: si, infatti…hai ragione, mi sono sbagliata, non poteva essere lui!
L: torniamo di là?
La ragazza annuì, si scambiarono un veloce bacio e uscirono.
I: ragazzi, ma vi eravate persi?
L: no, stavamo…comunque, chi era quell’ uomo che è andato via?
Al: era uno della casa di riposo…ha detto che gli è venuto in mente che un giorno il signor Valenti gli disse che aveva alcuni debiti da pagare. Ma con chi, rimane un mistero!
A: Almeno sappiamo che l’ assassino potrebbe essere quello a cui doveva dei soldi!
I: o potrebbero…
L: già!
A: ma a chi doveva questi soldi, e soprattutto a cosa gli servivano?
I: belle domande…che si fa?
L: tra poco dovrebbero arrivare i risultati dell’ autopsia dal RIS, dobbiamo aspettare!
Ad un tratto furono interrotti dalla figura di una bella donna che era appena entrata in commissariato. Si avvicinò ai ragazzi.
La: Buongiorno, con chi posso parlare?
Al: deve sporgere una denuncia?
La: veramente sono il nuovo commissario. Mi chiamo Laura Vitali. Piacere…
5° CapitoloLa: veramente sono il nuovo commissario. Mi chiamo Laura Vitali. Piacere…
Luca, Anna, Irene e Alessandro si guardarono in faccia.
L: Buongiorno Commissario. Agente Luca Benvenuto. – le strinse la mano, seguito a ruota dagli altri.
Al: Ispettore Alessandro Berti. Benvenuto Commissario!
I: Ispettrice Irene Valli piacere.
A: Agente Anna Gori.
La: ciao a tutti! Bene, non è che qualcuno mi mostra il mio ufficio?
Vittoria, che aveva già conosciuto il Commissario assieme a Ingargiola e Parmesan, si offrì volontaria.
Vi: Venga Commissario.
Laura entrò nel suo studio. Posò la borsa e si guardò intorno, Fu attirata da una fotografia; Vittoria si avvicinò e sorrise.
V: questa foto è stata scattata poco prima che il nostro Commissario, ovvero l’ uomo al centro, andasse via. Sa, era qui da tanti anni, ci manca…
La: capisco…beh, mettetela in guardiola, no? – gliela porse sorridendo. – Bene, adesso dovrei fare qualche chiamata, poi se potete venire tutti qui e aggiornarmi sui casi che state seguendo…
V: certo Commissario, a dopo allora!
La: grazie!
Al: però… certo che il nuovo Commissario è proprio una bella donna!
Neanche il tempo di finire la frase che gli arrivò una gomitata dritta nel fianco.
Al: Irene! Stavo scherzando!
Lei rise, assieme a Luca e Anna, poi furono raggiunti da Vittoria.
V: ragazzi, tra poco dovremmo andare tutti dal nuovo Commissario per aggiornarla!
I: va bene, ma che ve ne pare?
A: sembra abbastanza simpatica…
L: si, anche a me sembra simpatica!
Al: ed è pure bella… - Irene lo guardò male – stavo scherzando Amo!
Intanto Laura era seduta di fronte alla scrivania. Come primo impatto le era piaciuta la nuova sede. I suoi sottoposti erano quasi tutti abbastanza giovani e sembravano anche in gamba. I suoi superiori, prima di assegnarla lì, le avevano detto che avrebbero dovuto occuparsi di un caso molto delicato che riguardava tutta la città di Roma. Si trattava di pedofilia. Pareva che negli ultimi tempi ci fossero state diverse denuncie e, le vittime, erano bambini dai 2 ai 12 anni. Laura si passò le mani sul viso. Non le piaceva affatto questa indagine. Avrebbe dovuto collaborare con i carabinieri della zona e doveva mettersi al più presto in contatto con loro. Decise di parlarne prima con gli altri, premette l’ interfono e chiese ad Ugo di essere raggiunta nel suo studio.
In poco tempo furono tutti di fronte a lei. Si alzò dalla sedia e si appoggiò alla scrivania. Era une bella donna, alta, mora e molto affascinante. Aveva i capelli scuri e lisci e gli occhi grandi e chiari. 27 anni, laurea in giurisprudenza e un’ ottima carriera alle spalle.
La: Allora, ricominciamo da capo. Mi chiamo Laura Vitali e ho 27 anni. Sono Commissario da poco tempo, circa un anno, e prima operavo a Tarquinia. Prima di essere mandata qui mi è stato affidato un caso molto delicato e per niente bello. Sto parlando di pedofilia. – Anna chiuse gli occhi per qualche secondo. Luca la guardò e sospirò leggermente. - Ci sono state diverse denuncie da genitori di bambini dai 2 anni fino ai 12 o 13. I Carabinieri stanno già indagando da un po’ e il nostro compito sarà quello di affiancarli. Cominceremo subito, iniziando dalle scuole. Dobbiamo interrogare gli insegnanti e tutto il personale scolastico, e si è pensato anche a delle telecamere a circuito chiuso nelle scuole, ma ancora non si è deciso se procedere in questo modo. Dopo sentirò il comandante della caserma di Roma per ulteriori informazioni. Allora ragazzi, so che è orribile tutto questo, ma voglio che vi impegniate al massimo, dobbiamo mettere fine a questo orrore il prima possibile. Tutto chiaro?
L: chiaro Commissario. Avrei solo una cosa da dirle…
La: prego…
L: noi ci stiamo occupando di un altro caso, si tratta dell’ omicidio di un 65enne.
La: ah, e a che punto siete?
L: sappiamo che doveva dei soldi a qualcuno, l’ uomo l’ aveva confidato a un amico. Ma non sappiamo altro.
La: capisco… io comunque ho bisogno di voi quattro, ho bisogno di ragazzi per questioni che poi vi spiegherò. Vittoria, vero?
V: si commissario…
La: vorrei che ve ne occupaste voi… - e indicò Ingargiola, Ugo e Parmesan.
Ing: Dell’ uomo ucciso Commissario?
La: Si.
U: certamente Commissario!
L: ottimo. Potete andare. Benvenuto, Gori, Berti e Valli invece rimanete.
Così fu. Laura continuò.
La: allora, ecco cosa ho intenzione di fare, niente di certo però… vorrei che vi infiltraste
Nelle scuole, partendo dalle elementari. Ho pensato che potreste dire di essere quattro amici neolaureati in psicologia che vogliono attuare un progetto con i bimbi. Il vostro compito, come psicologi e come poliziotti, sarebbe quello di parlare con i bambini e cercare di scoprire qualcosa.
I: credo sia una buona idea…
La: bene, ne parlerò con il comandante dei carabinieri, credo accetterà la proposta. Forse però sarebbe meglio conoscerlo, prima… ok, potete andare ragazzi, grazie!
I quattro uscirono, Anna, senza dire niente a nessuno, si diresse fuori per prendere una boccata d’ aria fresca… Luca se ne accorse, ma la lasciò qualche minuto a riflettere da sola, poco dopo la raggiunse. Lei era a qualche metro di distanza dall’ edificio, affacciata al belvedere poco distante dal commissariato. Era talmente assorta nei suoi pensieri che non si accorse di Luca, così, quando questo le cinse la vita da dietro, sussultò. Lui sorrise.
L: ti ho spaventata?
Anna si girò.
A: un po’…
L: come va?
A: così… non mi piace affatto questa nuova indagine…
L: lo so, così come so che tutto questo farà riaffiorare dentro di te tanti dolorosi ricordi, ma so anche che sei una ragazza forte e non ti fermerai davanti a quest’ ostacolo.
A: io al tuo posto non ci metterei la mano sul fuoco…voglio dire…non so se ne sono in grado… di guardare in faccia quei bambini, di parlare con loro e di ascoltare quello che hanno subito senza che io ne sia coinvolta…
L: Anna, non è la prima volta che affrontiamo un caso del genere, ma tu hai sempre affrontato bene la situazione… non hai mai perso il controllo!
A: come no…la prima volta stavo per mandare in carcere un uomo innocente, la seconda stavo per ucciderne un’ altro!
L: chiunque nella tua situazione non sarebbe rimasto indifferente, con Bonacci se ti eri schierata contro di lui l’ hai fatto solo per proteggere Stella, perché sapevi cosa aveva provato e non volevi che le succedesse quello che è successo a te, quella non era vendetta, o paura, o rabbia…era semplicemente senso di protezione! e nel secondo caso hai reagito solo per legittima difesa, se non ti fossi difesa quello ti avrebbe ammazzata!
A: va bene, ammettiamo pure che tu abbia ragione, ma questo non cambia le cose… stavolta è diverso! È una cosa troppo grande! Non ci riuscirò mai!
Luca le prese una mano.
L: io invece dico che te la caverai benissimo, anche perché tu tra noi quattro sei l’ unica a sapere cosa si prova e di conseguenza l’ unica che può dare una mano a quei bambini!
Anna rise sarcasticamente…
A: dare una mano a loro? io? se non sono riuscita a superarlo io come posso aiutare loro!
L: è qui che ti sbagli! Tu hai compiuto passi da gigante… non l’ hai completamente dimenticato, è vero, ma queste non sono cose che si dimenticano così, all’ improvviso…
A: appunto! È inutile, tanto non dimenticherò mai!
L: Anna, è vero, non dimenticherai mai, perché una cosa del genere non si può dimenticare…ma non puoi dire che non hai l’ hai superata! Ma ti ricordi quando sei arrivata qui? Eri fredda, non parlavi, non socializzavi… adesso sei un'altra persona… sei… sei meravigliosa Anna!
Anna, che aveva tenuto lo sguardo basso, lo fissò negli occhi. Lui continuò.
L: prendila come una prova questa situazione. Affrontala, e dimostra a te stessa che puoi farcela…e ricordati che per qualsiasi cosa, qualunque cosa Anna, io ci sono,,, su di me puoi contare, sempre… ti amo e ti aiuterò ogni volta che ne avrai bisogno!
Anna non rispose. Si avvicinò e lo baciò. Ci fu un lungo e intenso bacio, dopo il quale lei scoppiò in lacrime, tra le braccia di Luca.
6° Capitolo.Laura aveva appena concluso la conversazione telefonica con il comandante dei Carabinieri. Dalla voce le era sembrato un uomo abbastanza giovane, e anche bravo…certo, forse un po’ troppo sicuro di se, ma infondo non lo conosceva ancora…
Uscì dal suo ufficio. Ugo era in guardiola.
La: Lombardi? – lo chiamò.
U: mi dica Commissario.
La: tra poco dovrebbe arrivare il Capitano Ferri. Lo aspetto nel mio studio.
U: certo! Ha bisogno di qualcos’ altro?
Laura sorrise: no, grazie!
Ugo ricambiò il sorriso. Ad un tratto entrarono Luca e Anna, quest’ ultima con gli occhi arrossati.
La: è successo qualcosa?
L: no, nulla commissario! Non si preoccupi! Ha bisogno di noi?
La: no, non ancora almeno…
L: bene. SI diressero nell’ ufficio agenti.
Laura si rivolse di nuovo ad Ugo.
La: posso farle una domanda?
U: certo! Mi dica!
La: ma i due ragazzi…Gori e Benvenuto, giusto? – Ugo annuì – ecco, stanno insieme?
Ugo non sapeva cosa rispondere…
U: ecco…non proprio..cioè…
La: guardi che non mi arrabbio mica! Sono così carini tutti e due!
U: in realtà non hanno detto nulla, ma pare proprio che ci sia qualcosa!
La: ho capito…va bene, io torno in ufficio! A dopo…
Ugo le sorrise e si rimise al lavoro. Circa 10 minuti dopo alzò lo sguardo richiamato dalla voce di un uomo.
“Buongiorno!”
U: Buongiorno, cosa posso fare per lei?
“Sono il capitano Andrea Ferri, dovrei parlare con il Commissario.
U: Certo! Mi segua!
L’ uomo seguì quel poliziotto. Ugo bussò alla porta e si affacciò all’ uscio…
U: Commissario, c’ è…
Ma Ferri non gli diede neanche il tempo di finire la frase che piombò nell’ ufficio.
A: Capitano Andrea Ferri! Piacere...
Laura istintivamente si alzò di scatto.
La: Piacere mio. Lau…
A: Laura Vitali, lo so!
Laura fece una faccia sconcertata, poi congedò Ugo, rimasto ad assistere a quella scenetta.
La: E’ una sua abitudine interrompere le persone mentre parlano?
Disse mentre si sedeva e faceva cenno all’ uomo di fronte a lui di fare altrettanto.
A: Abitudine no, diciamo che mi diverte farlo…
La: ah si? – fece un sorrisino finto – peccato che qui non stiamo giocando…
A: ne sono assolutamente consapevole!
La: meglio così, perché ho intenzione di lavorare seriamente su questo caso, considerato che si tratta di una cosa seria!
A: sono d’accordo con lei…allora, da cosa cominciamo?
La: non so, forse dovrebbe spiegarmi come state procedendo…dato che voi state indagando su questi traffici da tempo…
A: purtroppo non abbiamo molto in mano, altrimenti avremmo fatto a meno di chiedere la vostra collaborazione!
La: dal tono della voce mi pare di capire che non è stata una sua scelta!
A: ottima intuizione!
La: e, credo di aver capito anche che la cosa la scoccia non poco!
A: è che non amo dipendere da qualcosa o da qualcuno, mi scoccia eseguire ordini che non mi vanno giù e che si pensi che la mia squadra non sia in grado di risolvere da sola un caso!
La: cosa dirle…riguardo il primo punto, beh, è una cosa che ci accomuna…certo che mi sorge spontanea una domanda…
A: dica!
La: se odia a tal punto gli ordini, come mai ha scelto di entrare nell’ Arma? Dopotutto, questa è famosa soprattutto per la rigidità e i regolamenti a cui si è sottoposti…
A: Dottoressa, questa è solo una delle tante caratteristiche dell’ Arma!
La: sarà…beh, sappia che io non credo affatto che i suoi uomini non siano all’ altezza di questa indagine e comunque gli ordini non si discutono e quindi, che le piaccia o no, da oggi saremo costretti a collaborare…
A: saremo costretti? Quindi anche a lei non è che faccia piacere…
La: sbaglia Capitano…la cosa che mi da fastidio è il suo carattere e quello che pensa di tutto ciò!
A: che vuole farci…come dice lei, gli ordini non si discutono.
La: bene, allora direi di mettere da parte queste piccole “considerazioni personali” e cercare di risolvere il caso il prima possibile…
A: sono d’accordo…comunque, non posso dirle più di quello che già sa…
La: lei mi dica quello che sa!
Andrea sospirò:
A: e va bene…. allora, le indagini sono partite dopo diverse segnalazione da parte di genitori che denunciavano molestie sessuali sui loro figli.
La: da parte di?
A: non si sa… pare che i bambini abbiano raccontato ai genitori di queste situazioni in maniera confusa….
La: ed è anche normale…
A: inizialmente abbiamo pensato agli insegnati e all’ ambito scolastico in generale, ma…
La: ma i bambini che hanno subito queste molestie provengono da diversi istituti.
A: esattamente…adesso è lei che interrompe!
La: avete qualche pista? – decise di ignorare la provocazione.
Il Capitano scosse la testa.
A: Gli unici sospettati per ora rimangono insegnanti, bidelli etc… insomma tutte persone che hanno a che fare con i bambini a scuola.
La: In effetti è l’ ipotesi più plausibile! Ed è per questo che avevo pensato di infiltrare quattro dei miei uomini…
A: in che modo?
La: avevo pensato di farli spacciare per giovani psicologi che vogliono attuare un progetto di comunicazione con i bambini.
Andrea ci pensò su un attimo.
A: Non male come idea, il problema è che se sono loro i colpevoli non accetteranno questo progetto per timore che possa venir fuori qualcosa…
La: ci avevo già pensato, ma rifiutando potrebbero destare non pochi sospetti, non credo siano così stupidi da correre tale rischio.
A: già, soprattutto se a questo progetto dovesse essere favorevole qualche persona importante, ad esempio il sindaco.
Laura annuì.
A: bene, valuterò questa idea e le farò sapere. Adesso devo proprio andare, ho una caserma da mandare avanti, io!
La: scusi, che vorrebbe dire?
A: assolutamente niente…
La: è sicuro?
A: sicuro!
La: sa una cosa?
A: cosa?
La: le persone come lei davvero non le sopporto!
A: e lei sa una cosa? – aspettò il suo consenso - Quando si arrabbia è veramente bella!
Laura lo squadrò…a che gioco stava giocando?
A: io devo andare…arrivederla dottoressa!
Allungò la mano, Laura gliela strinse accompagnando il gesto con un cenno con la testa.
Lo guardò allontanarsi…scosse la testa e ritornò nel suo ufficio.
Andrea Ferri era in macchina e pensava all’ incontro di poco fa. Quel giovane Commissario moro l’ aveva subito colpito…une bella donna, non c’ è dubbio, ma si era rivelata anche molto intelligente…e con un bel caratterino!. Si era presentato con un carattere che non era il suo, o forse era solo un lato del suo carattere, un lato che metteva in mostra spesso, non sapeva quale fosse il motivo, ma lo faceva soprattutto con le donne.
Pochi erano quelli che sapevano tenergli testa quando si comportava così, lei ci riusciva ed era anche in grado di chiudergli la bocca, cosa molto difficile. Sarebbe andato d’accordo con quella nuova collega, anche se quella decisone di collaborare con la polizia proprio non gli andava giù.
Anche Laura, nel suo ufficio, stava pensando alla discussione con il Capitano. Un caratteraccio, decisamente…egocentrico, scorbutico, indisponente e pieno di sé, lei non perdeva facilmente la pazienza, ma con quel genere di uomo non sapeva se sarebbe riuscita a lavorare senza mai litigarci. Però era carino, molto carino…scosse la testa…che cosa le stava saltando in mente, lei odiava le persone così, le aveva sempre odiato…sospirò…sarebbe stato più difficile del previsto...ma una cosa era certa, non si sarebbe fatta mettere i piedi in testa da quello lì…oh si…cosa credeva di fare? Credeva di poter fare come voleva solo perché lei era una donna? Beh, si era preso una grossa gatta da pelare!!
7° Capitolo.Era passata circa una settimana da quando era arrivato il nuovo commissario. Lei si era subito ambientata e aveva stretto un rapporto di fiducia con tutti. Non si poteva dire lo stesso del Capitano Ferri, con cui la Vitali litigava spesso. Non erano mai d’accordo e stavano sempre a pizzicarsi. Ogni volta che l’ uomo entrava nel distretto i ragazzi si guardavano preoccupati, pronti alla bufera che si creava, appunto, poco dopo.
Intanto le indagini erano partite. Ferri aveva approvato l’ idea del Commissario e i ragazzi si stavano preparando ai primi incontri con i bambini. La relazione tra Anna e Luca era ormai pubblica e tutti ne erano a conoscenza. Era un normale pomeriggio e i due erano in ufficio, intenti a sistemare alcune pratiche. Ad un tratto entrarono Irene e Alessandro.
Al: prevedo aria di tempesta! – esordì lui, sedendosi su una sedia.
L: che succede?
I: è appena arrivato Ferri, ed era anche piuttosto serio.
A: ah beh, allora nulla di strano! Tra poco li sentiremo discutere, come sempre!
L: proprio non vanno d’accordo, eh?
I: così pare…
Ad un tratto si aprì la porta.
L: ma qui non si bussa più??
Al: cos’ è? hai paura di essere beccato mentre tu e la tua ragazza vi sbaciucchiate negli uffici?
A: Alessandro!!
U: scusate… - Ugo, sull’ uscio della porta. Attendeva.
L: haha…spiritoso! Guarda che potrei dire la stessa cosa di te e Irene!
U: hey?? posso parlare?
A: scusaci Ugo! Di pure!
U: è appena arrivato il nuovo agente! È dal commissario!
Al: il nuovo agente? Perché non c’ è l’ hai detto subito??
U: ma voi non mi facevate parlare!
L: non farci caso…ormai lo conosci!!
I: beh?
U: cosa?
A: come cosa? Il nuovo agente…
U: si chiama Carlo Rocci.
A: è carino?
L: che ti importa, scusa?
A: e dai che scherzo!!
Al: geloso Benvenuto?
I: vabbeh comunque? È carino si o no??
U: e che ne so io!!
Al: ispettrice Valli, in un agente non è necessario l’ aspetto fisico, ma le capacità!! – disse con la voce in falsetto – e comunque io sono più bello!
L: chi sarebbe quello geloso scusa??
U: comunque potete valutarlo voi se è bello o meno! Eccolo – e l’ indicò.
A: però! non è male…
Luca le diede un leggero pizzicotto sul ventre.
A: ma mai quanto te! – aggiunse con aria innocente alzando la testa.
I: non è male? È un bonazzo da far paura!
Al: mah…a me non sembra nulla di che!
Rocci intanto si avvicinò.
R: piacere di conoscervi! Sono Carlo Rocci!
I: piacere…Irene Valli, ispettrici!
A: Agente Anna Gori, piacere!!
R: lieto di conoscervi ragazze – gli baciò le mani. – piacere – disse poi rivolgendosi ai ragazzi!
L: Piacere…
Al: molto piacere…mi raccomando Rocci. Esigiamo la massima attenzione e assoluto rispetto qui. Veda di lavorare seriamente e non si perda in chiacchiere!
Ritornò nell’ ufficio e chiuse la porta.
L: ha ragione….e ricordi che non tolleriamo colpi di testa o roba del genere! Chiaro?! – e imitò l’ amico.
C: ma che gli ho fatto?
A: oh, nulla! Non si fidano molto dei nuovi arrivati…ma vedrai che cambieranno! – stava per allontanarsi – oh si che cambieranno! – ripetè a bassa voce.
A: ma che vi è preso??
Entrò nell’ ufficio come una furia e balzò davanti a Luca.
A: vi siete impazziti?? Che diavolo vi è passato per la mente??
I: che figura che abbiamo fatto!! – Irene li raggiunse.
A: dov’ è Carlo?
L: Carlo? Adesso già lo chiami per nome??
A: è un problema?
L: se ci prova si!
A: ma quel poveraccio ci ha solo salutate!! Luca, se credi di potermi trattare come se fossi tua proprietà hai proprio capito male!
I: e questo vale anche per te!
Al: solo salutate? Vi ha fatto il baciamano!
I: beh capirai! E poi, pure se ci corteggiasse? Questo non vuol dire che io e Anna dovremmo assecondarlo!
A: se avessimo intenzione di tradirvi potremmo benissimo lasciarvi?
L: un attimo…andiamoci piano eh!
Ad un tratto bussarono.
L: che vuoi?? – esclamò Luca alterato.
La faccia che fece quando la porta si aprì era da fotografare.
La: Posso?
L: commissario! Mi scusi…credevo che fosse…
La: so esattamente chi credevi che fossi Luca, non preoccuparti. Piuttosto, non mi piace l’ atteggiamento che tu e Alessandro avete avuto nei confronti del nuovo arrivato!
Anna e Irene guardarono i ragazzi con uno sguardo di rimprovero.
Al: ha ragione, abbiamo sbagliato...
La: ragazzi, io capisco che a volte la gelosia possa fare brutti scherzi, però dovete cercare di darvi una regolata! Quel poverino è appena arrivato!
I: è quello che abbiamo detto anche noi!
La: per favore, cercate di essere più tolleranti e meno gelosi…che poi va a finire che litigate e io mi ritrovo quattro musi lunghi a lavoro!
Sorrisero tutti.
L: ci scusi Commissario.
La: per questa volta passi, ma che con il prossimo non succeda la stessa cosa!
Al: il prossimo?
La: si, il prossimo….mi raccomando, siete due belle coppie…non rovinatele per stupidaggini…anche perché non intendo tollerare rincorse per il distretto! A litigare bastiamo io e Ferri.
Il gruppo si sciolse in una risata.
La: Luca e Alessandro andatevi a scusare con Carlo.
I due guardarono le fidanzate, che sorrisero. Furono sollevati nello scoprire che non erano più arrabbiate.
L: andiamo subito…ah, commissario? Mi scusi ancora per prima!
Laura sorrise e lasciò andare i due. Poi si girò verso le ragazze.
La: però! gelosetti i vostri fidanzati eh?
Loro sorrisero.
La: teneteli a bada mi raccomando!
A: grazie commissario!
La: e di che?... ah, ragazze?
I: si?
La: avete la serata libera. Domani comincia la missione.
I: bene…grazie.
Laura uscì.
A: l’ hanno scampata grossa!
L: eh già! fortuna che il nuovo commissario è abbastanza comprensivo.
I: già! io li avrei sospesi!
A: che facciamo stasera? Pizza?
L: si, buona idea! Andiamolo a dire ai ragazzi va!
Anna vide Luca venti minuti dopo, perché era stata impegnata con una denuncia.
A: ehi Otello!
Lui era accanto alla macchinetta per il caffè!
L: amore! Ciao! Senti…per prima…
A: non fa niente, sei perdonato!
L: non sei arrabbiata?
Lei scosse la testa!
L: menomale…ma che ore sono? Tutta questa gelosia mi ha messo fame!
A: ti va una pizza?
L: come?
A: dai…ti va?
L: stasera? Dove?
A: quante domande…dimmi solo se ti va!
L: certo che mi va!
A: bene…allora stasera in pizzeria!
L: mi stai davvero invitando?
A: hey! Non illuderti….andiamo a mangiare una pizza con Ale e Irene!
L: uffa! E io che speravo in una cenetta intima!
A: mi dispiace caro Luca, ma non te la meriti!
L: e va bene…me lo sono meritato….mi accontento della cena a quattro!
A: Bene – disse allegra – vado a dirlo a Irene e ci mettiamo d’accordo! A dopo allora!
Gli diede un leggero bacio a fior di labbra e andò via.
Luca la guardò allontanarsi. Incredibile quanto era cambiata da quando aveva ricordato tutto. Adesso era completamente diversa. Allegra, vivace, piena di vita…sorrise…era contento che fosse finalmente riuscita a superare il trauma…certo, non avrebbe mai dimenticato…ma era già un bel passo avanti quello che aveva fatto! Pensò al caso e alla missione… e in cuor suo pregò che tutto questo non avrebbe fatto tornare Anna cupa e silenziosa.
8° Capitolo.Si erano dati appuntamento alle 20.30 fuori la pizzeria. Luca passò a prendere Anna fuori casa sua. Lei indossava un jeans con un top azzurro sopra, che le arrivava appena sopra l’ ombellico. Completamente priva di trucco, aveva i capelli legati con qualche ciocca che le scendeva sul viso. Vedendola Luca rimase a bocca aperta, non era abituato a vederla così.
A: ciao amore…tutto bene? – gli disse salendo in macchina.
L: si… tutto bene…è che sei bellissima!
Lei sorrise.
A: Grazie! anche tu non sei niente male! Andiamo?
Lui rimise in moto, e in breve tempo arrivarono in pizzeria. Irene e Alessandro non erano ancora arrivati.
L: siamo in anticipo?
A: no…sono loro ad essere in ritardo… ormai dovresti conoscerla Irene, no?
L: eh già…che facciamo, entriamo?
A: si, va bene…..ah no, aspetta…credo siano arrivati.
L: si…quella è l’ auto di Alessandro.
I due ragazzi parcheggiarono l’ auto e raggiunsero i colleghi.
I: ciao ragazzi…scusate il ritardo!
A: non preoccuparti…ormai ci siamo abituati!
Al: eh già…entriamo và!
Si accomodarono a un tavolo per quattro persone e ordinarono subito. Mangiarono in tranquillità, chiacchierando e scherzando…
Al: chissà chi sarà il prossimo elemento…
L: già…magari è una donna…
Anna lo fulminò con lo sguardo.
A: tre donne bastano e avanzano…poi vi distraete!
Al: ah non ci distraiamo? E allora Rocci… - fu interrotto da Irene.
I: Ho detto che non voglio sentire stupide scenate di gelosia su Carlo!
L: è possibile che dopo nemmeno un giorno gia lo chiamiate per nome!
A: Ma Luca tutti ci chiamiamo per nome!
Al: la Vitali no!
I: ma che c’ entra lei è il commissario!
Al: e allora?
L: e Ingargiola?
A: anche quello è un caso a parte! Tutti lo chiamano così!
Al: sbagliato, è che con loro non siamo in confidenza come siamo noi quattro…e non vedo perché questo Carlo debba entrare nel gruppo!
A: io credo sarebbe carino se lo facessimo partecipare!
L: cosa??
I: sono d’accordo con Anna…infondo ha la nostra età!
Al: si ma noi siamo due coppie, e ci conosciamo da un anno!
A: ma io non dico che deve diventare nostro amico a questo punto, ma almeno coinvolgerlo ogni tanto… non possiamo isolarlo!
I: ragazzi? Cambiamo argomento per favore? Già oggi abbiamo rischiato di litigare!
Al: e di cosa parliamo?
I: non lo so…magari di quello che dobbiamo fare domani? Io non lo so se ne sono in grado!
A: a chi lo dici…
L: ma no ragazze ce la caveremo benissimo!
A: Luca, dobbiamo costringere i bambini che hanno subito violenze a parlare!
L: dobbiamo incitarli Anna, non costringerli!
A: beh, più o meno è la stessa cosa!
Al: effettivamente non credo sia una cosa facile… certo poveri bambini…chissà che cosa provano!
A: eh già…chissà che cosa provano – ripeté lei a voce bassa, abbassando il capo.
Luca, immaginando i pensieri della compagna, cercò di cambiare argomento.
L: ehm…stavo pensando…le vacanze si avvicinano, cosa vogliamo fare?
Al: Luca, mancano tre mesi all’ arrivo dell’ estate…non è un po’ presto parlarne.
Anna rise, aveva capito, e lo aveva apprezzato. Certo che una scusa migliore poteva trovarla…era o no un poliziotto?...Decise che lo avrebbe lasciato fare.
L: lo so Ale, ma noi dobbiamo organizzarci, soprattutto se abbiamo intenzione di andare tutti insieme!
Irene e Alessandro lo guardavano perplessi, Anna guardava Luca.
I: sarà…beh, che ne dite di andare? Si è fatto tardi…domani sarà una giornata difficile!
A: si…è meglio andare!
Si salutarono, poi ognuno salì nelle proprie auto. Anna e Luca non dissero nulla per tutto il viaggio, ogni tanto si scambiavano qualche sguardo.
Luca si fermo sotto casa di Anna, lei lo guardò, prese coraggio e disse….
A: Sali?
L: a te fa piacere?
Lei annuì.
L: allora si, salgo.
Entrarono silenziosamente nell’ appartamento. Lui la afferrò e la baciò. Senza rendersene conto si erano ritrovati in camera da letto. Continuavano a baciarsi freneticamente, lei gli sbottonò i pantaloni, lui le prese le mani.
L: Anna, sei sicura?
A: si…
L: guarda che se non vuoi…
A: Luca – lo interruppe – lo voglio. Ho voglia di te.
Riprese a baciarlo. Lui si fece trasportare. Cominciò a spogliarla, delicatamente, lentamente, come a voler essere sicuro che lei continuasse. Come immaginava, la sentì più volte irrigidirsi…la capiva, sapeva a cosa era dovuto, e aveva pensato più volte di fermarsi. E invece, invece si lasciò trasportare da lei…
La mattina dopo Anna fu svegliata dalla luce che filtrava dalle persiane. Socchiuse gli occhi, poi si accorse di una presenza accanto a lei. Luca dormiva ancora. Gli occhi chiusi, un espressione beata in viso… era girato verso di lei, la mano che le sfiorava il fianco. Sorrise, al pensiero di quello che era successo. Ad un tratto anche Luca aprì gli occhi. Vide il volto di Anna sorridente, sorrise a sua volta.
L: buongiorno amore!
Alzò la testa e le diede un bacio.
A: beh…se il buongiorno si vede dal mattino… - e lasciò la frase incompleta.
L: che ore sono?
Anna guardò l’ orologio.
A: le 7.00… è ancora presto.
L: ci alziamo?
A: dobbiamo proprio? – si gettò a peso morto sul letto.
Luca le accarezzò la guancia.
L: purtroppo si… oggi cominciamo.
Vide il volto di lei rabbuiarsi.
L: ehi…cucciola…dai, andrà tutto bene.
Annuì, poco convinta.
A: vado a preparare il caffè, tu vai a vestirti.
Si alzò, coperta solo da un lenzuolo, e si diresse in cucina.
Luca la guardò allontanarsi, poi si chiuse in bagno. Ne uscì 20 minuti dopo, Anna era in cucina e stava versano il caffè nelle tazzine. Lo vide, e, sorridendo, gli porse la tazzina.
L: Senti, io passo a casa a prendere delle cose, tu vestiti…ci vediamo al decimo?
A: va bene, a dopo allora.
Si salutarono con un veloce bacio, poi Luca uscì dalla porta.
Lei tornò in camera da letto. Prese le lenzuola. Profumavano ancora di lui. Sorrise nuovamente, pensando a cosa era accaduto quella notte. Non era stato facile per lei. Nonostante fossero passati più di 10 anni, ricordava perfettamente quelle sensazioni, e ieri sera, mentre Luca la spogliava, aveva avuto la sensazione di essere tornata di nuovo bambina, di rivivere quell’ esperienza. Però Luca era riuscito a tranquillizzarla, era stato dolcissimo…aveva saputo aiutarla. Il suono dell’ orologio la fece riscuotere da quei pensieri. Rifece il letto e lavò le tazze. Poi andò in bagno a vestirsi. Prese la borsa e le chiavi e scese. Aprì lo sportello dell’ auto e quello che vide le fece illuminare il viso. C’ era una rosa rossa, poggiata sul sedile. Accanto un biglietto. “Questa notte è stato bellissimo. Ti Amo. Luca.” “Anche io” si ritrovò a pensare.
Poggiò la rosa sull’ altro sedile, ancora sorridendo.
Quando arrivò fuori al commissariato parcheggiò e prese il fiore. Rideva tra sé e sé…e parlava ancora alla rosa quando entrò sotto lo sguardo perplesso di Parmesan e Ugo..
U: Antonio dici che ci dobbiamo preoccupare?
P: E di che?
U: Gori parla alla rosa!
Parmesan si strinse nelle spalle..
P: bah…sono giovani…chi li capisce è bravo!
E QUESTA E' LA NUOVA PARTEEE!!Anna entrò in ufficio, non c’ era nessuno. mise la rosa nella scrivania, a riparo da occhi indiscreti, poi si diresse verso lo spogliatoio. C’ erano Alessandro e Luca. Irene aveva accompagnato Stefano a scuola. Quando lei aperse la porta i due si girarono a guardarla, poi Alessandro si dileguò.
Al: ehm…io vado a vedere se Irene è arrivata!
L: Ciao Alè!
A: ciao…
Rimasero soli.
A: anche per me…
L: eh?
A: Sul biglietto…hai scritto che è stato bellissimo…anche per me!
Luca si avvicinò e la baciò.
L: preoccupata?
A: un po’…che dici andiamo?
L: si…vieni!
Si diressero nell’ ufficio del commissario assieme ad Ale e Irene, appena arrivata.
La: Bene ragazzi… oggi cominciamo! Siete pronti?
Loro annuirono.
La: Mi raccomando, non è una cosa facile… dovete essere attenti e delicati…ricordatevi che dovete parlare con dei bambini. Non fate domande troppo esplicite, ma limitatevi a chiacchierare con loro in maniera informale. Se vorranno, saranno loro ad aprirsi, altrimenti lasciate perdere...è chiaro?
L: chiaro Commissario…andrà tutto bene.
La: Ne sono sicura… io mi fido di voi ragazzi, è qualcun’ altro che dobbiamo convincere.
All’ improvviso si spalancò la porta, Ferri entrò trafilato.
La: parli del diavolo… - disse a bassa voce facendo sorridere i presenti – buongiorno Capitano.
F: Buongiorno…scusate il ritardo!
La: oh, si figuri…non giudichiamo le persone per un semplice ritardo!
F: sta cercando di dirmi qualcosa?
Laura fece spallucce.
La: Nulla…
F: bene, allora torniamo a noi…stamattina si comincia…mi raccomando, niente colpi di testa. Il vostro compito è difficile, dovete esserne all’ altezza. Spero di non dovermi pentire di avervi affidato quest’ incarico.
La: Capitano…i miei uomini sono più che in grado di svolgere quest’ incarico, altrimenti non gliel’ avrei affidato. Sono poliziotti ben addestrati, non quattro adolescenti alle prese con gli esami di terza media!
F: non lo metto in dubbio questo… ma capirà che, in qualità di responsabile del caso, voglio essere sicuro che tutto proceda bene.
La: capisco, e ovviamente approvo. Ma questo non vuol dire che debba sempre mettere in dubbio il nostro operato. Siamo addestrati tanto quanto lo siete voi. Comunque sia, mettiamo fine al discorso.
F: ah…almeno siamo d’accordo su una cosa. Allora, la scuola è già stata informata del vostro arrivo. Voi siete quattro laureandi in psicologia. State conducendo una specie di progetto con i bimbi della scuola, perché avete tutti e quatto intenzione di specializzarvi in psicologia dell’ età evolutiva, una branca che studia appunto i processi di cambiamento che si verificano durante la crescita. Non dovete fare altro che parlare con i bambini senza fare domande troppo indiscrete.
I: mi scusi, i bambini saranno in gruppi?
La: no…ognuno di voi avrà una stanza in cui parlerà con un solo bambino… vi saranno affidate delle classi…e i bambini verranno dai voi uno alla volta.
An: Commissario…cosa è stato detto ai bambini?
La: a loro è stato spiegato che alcune persone faranno due chiacchiere con loro per parlare di tutto quello che vogliono. I piccolini non ci trovano niente di strano. I più grandicelli si sono un po’ insospettiti ma hanno preso la cosa come un modo per saltare le lezioni.
L: Bene…allora possiamo andare.
F:si, potete andare.
La: Bene ragazzi…ci vediamo dopo allora…mi raccomando, conto su di voi.
A: faremo tutto il possibile.
Al: a dopo commissario. Buongiorno Capitano.
I: Buongiorno…
F: salve ragazzi…
Uscirono. Ferri li guardò allontanarsi.
La: stia tranquillo Capitano. Faranno un ottimo lavoro, li conosco da poco ma mi è bastato per capire che sono dei bravissimi poliziotti.
F: spero che lei abbia ragione…
La: niente eh? Proprio non ce la fa a fidarsi?
Ferri sorrise.
La: sa cosa penso? Penso che lei non è davvero quello che vuole far credere. La cosa che a lei non va per niente giù e che le abbiano ordinato di collaborare con noi. Non le piace eseguire ordini su cui non è d’accordo, vero?
F: io non ho niente contro la polizia, è che non capisco…abbiamo sempre lavorato benissimo, perché tutto a un tratto vogliono affiancarci aiuti?
La: sta dimenticando che qui non si tratta di una rapina o di uno spaccio di cocaina!
Stiamo parlano di pedofilia… è il reato peggiore che un essere umano possa commettere… se vogliono questa collaborazione non è perché non si fidano, è solo che vogliono essere sicuri che tutto proceda per il meglio…infondo più siamo meglio è, no?
Andrea annuì, incerto.
La: se cominciasse a fidarsi di più le assicuro che vedrebbe le cose sotto un'altra prospettiva! Comunque… diamo tempo al tempo…vediamo cosa esce fuori…
Intanto Anna e Luca erano in auto. Lui guidava, e ogni tanto si girava dalla parte di Anna. Lei guardava fisso davanti a lei, pensierosa, senza dire una parola.
L: Anna?
Lei non rispose. Luca le poggiò una mano sulla gamba, facendola sobbalzare appena.
A: dimmi?
L: che hai?
A: nulla…
L: sicura?
A: si…tutto bene!
L: stai tranquilla… te la caverai benissimo!
A: dici?
L: ne sono sicuro!
E infatti così fu… a scuola furono accolti benevolmente, parlarono con i bambini che furono abbastanza a loro agio, anche se non venne fuori nulla di interessante.
In auto Irene e Alessandro ne stavano discutendo.
A: certo che è strano… i bambini sembravano tranquilli, nessuno sembrava aver subito violenze.
I: magari è così, e poi che vuol dire? Solo perché all’ apparenza non lo mostrano non vuol dire che non sia successo niente!
A: ma no Irene, dai…si vedrebbe no? Si capirebbe subito…
I: Fidati Ale, non è così! Anna da l’ impressione di una che è stata stuprata?
A: che c’ entra Anna?
I: Anna a 11 anni è stata violentata dal suo patrigno!
A: eh? Stai scherzando?
I: secondo te io scherzo su queste cose?
A: ma…ma…tu che ne sai?
I: me l’ ha raccontato lei, non molto tempo fa!
A: non posso crederci…ti giuro tutto mi sarei aspettato tranne che…
I: vedi che ho ragione?
A: l’ ho sempre vista una ragazza chiusa e riservata, ma non immaginavo che dietro ci fosse tutto questo…
I: e adesso è migliorata… Luca mi ha detto che quando è arrivata qui era un'altra persona… sempre chiusa e diffidente con tutti, aveva serie difficoltà a integrarsi, ma poi credo che l’ aiuto di Luca le sia stato fondamentale!
A: si vedeva che tra i due c’ era del tenero!
I: Lui è stata la prima persona a cui Anna ha raccontato tutto, è dal lì che il loro legame è diventato così profondo…
Alessandro la guardò perplesso.
A: certo che non deve essere facile per lei questo caso!
I: mmm…no, non credo…speriamo vada tutto bene…
Intanto le due auto erano arrivate fuori al commissariato. Entrarono silenziosamente e videro una strana scenetta. Ugo, Vittoria e Ingargiola erano attorno a una donna, girata di spalle. La donna si girò proprio in quel momento. Luca spalancò la bocca.
L: Valeria!
colpo di scenaa!!
e adesso??