L’anima gemella
Una donna.
Un vestito da sposa bianco adagiato sul letto.
Novantanove rose rosse e una bianca sulla scrivania.
Un biglietto.
Per ricordarti che sei l’unica, nella speranza di averti per sempre con me
CarloAnna si guardò allo specchio.
Era leggermente abbronzata, merito di qualche giorno trascorso al mare con Elena.
I capelli erano stati acconciati dalla parrucchiera in un elegantissimo chignon basso.
Il trucco era appena accennato.
Avvolta nella sua vestaglia blu, sembrò abbandonare i suoi pensieri.
Quant’era stato difficile quell’anno.
La morte di Irene, le indagini, la gelosia di Raffaele, le difficoltà della storia con Carlo.
Tutto questo volendo escludere la perdita del bambino e la depressione che era seguita.
Toc toc<<avanti>> disse Anna alzandosi in piedi.
Elena entrò.
Sarebbe stata la sua testimone di nozze.
<<ancora non ti sei preparata?!>>
<<aspettavo te!>>
Anna tornò a sedersi pensierosa mentre Elena prendeva posto sulla sedia accanto a lei.
<<cosa c’è?>>
<<pensavo a Luca. Adesso lo lascio qui solo…è stato la mia famiglia per anni. Quando non c’era nessuno Luca c’era e adesso io me ne vado… mi sento in colpa!>>
<<ma Anna…Luca sapeva meglio di te che prima o poi avresti incontrato qualcuno, che ti saresti innamorata e che avresti giustamente voluto coronare il tutto con le nozze. Tu e Luca siete come… fratello e sorella…e un fratello e una sorella ci saranno sempre l’uno per l’altra...avete un legame troppo forte perché svanisca così>>
<<lo so – sospirò e guardò di nuovo l’amica – Fratello e sorella, eh?>>
<<io, Carlo, prendo te, Anna, come mia legittima sposa e prometto di amarti e rispettarti nel bene e nel male, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà finché morte non ci separi>>
Flashback
Luca e Anna stavano guardando un vecchio film.
<<come farò senza di te, Luca?>> chiese lei appoggiando la testa sulla testa dell’amico.
<<ma non sarai senza di me… e poi ci sarà Carlo…>> rispose lui, cercando di persuaderla.
<<carlo non è te>>
<<se hai un problema, anche il più piccolo… corri da me. Io per te ci sarò sempre>>
Anna deglutì e si sforzò per ricacciare dentro le lacrime.
<<ti voglio bene…>>
<<anch’io>><<io, Anna, prendo te, Carlo, come mio legittimo sposo e prometto di amarti e rispettarti nel bene e nel male, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà finché morte non ci separi>>
Poi la fede, che leggera scivolò al dito di Anna.
Regalo di Luca agli sposi.
E infine le parole del prete.
<<vi dichiaro marito e moglie>>
Uno sguardo fugace, rubato.
Gli occhi si intrecciarono per pochi secondi.
Quelli della sposa erano spaventati, lucidi, trasudavano emozione…
Quelli di Luca, il testimone, erano dolci, rassicuranti...commossi.
<<lo sposo può baciare la sposa>>
Carlo.
Il bacio.
I sorrisi dei presenti.
E poi di nuovo Luca e i suoi occhi.
E un sospiro.
Quindici giorni dopo…
Elena ed Anna erano sedute sul divano a casa della prima.
Carlo aveva il turno di notte e Anna ne aveva approfittato per passare un po’ di tempo con l’amica. Era tornata due giorni prima dalla luna di miele.
<<e’ stato fantastico…Parigi è una città così romantica e Carlo è terribilmente dolce…>> disse Anna terminando il bicchiere di vino.
<<ti ama alla follia!>> commentò Elena ridendo.
<<già…>> Anna sorrise e per un attimo sembrò perdersi tra i suoi pensieri, in un mondo a cui solo lei aveva accesso <<hai…hai presente quando il giorno del matrimonio sei venuta ad aiutarmi col vestito?>>
<<si…perché?>>
<<ricordi che ti parlai di Luca, vero?>>
<<beh… sono passati solo quindici giorni…comunque si me lo ricordo>>
<<io c’ho pensato, Ele… se Luca non fosse omosessuale, io… io apparterrei a Luca! Non fraintendermi…amo Carlo con tutta me stessa. È così dolce e premuroso che non si può non amarlo. Ma se Luca fosse eterosessuale io starei con lui… non ci sarebbe altro uomo con cui vorrei o potrei stare…perché lui è…l’altra metà della mela, è l’unico con cui mi sento completa, con cui so che tenere segreti è inutile perché capisce tutto con una sola occhiata… se la situazione fosse diversa io starei con Luca, capisci?>>
<<si ma penso anche che è un delirio…che significa l’altra metà della mela?>>
<<ele… come te lo devo dire… Luca è la mia anima gemella… chissà magari in una vita precedente siamo stati una coppia di amanti, di sposi, il cui sentimento era così forte che si sente anche adesso che è tutto diverso…>>
<<ti offendi se ti dico che l’ultima cosa è una cretinata?>>
<<vabbeh… in effetti… quello che voglio dire è che… Luca è la mia anima gemella>>
<<si… in effetti… avete un rapporto particolare… che non è proprio d’amicizia ma nemmeno d’amore. Dev’essere triste sapere che è la tua anima gemella ma non poterci stare assieme!>>
<<no… a me basta sapere che c’è… che esiste…che sarà sempre pronto a difendermi>>
Era mezzanotte inoltrata quando Anna arrivò a casa sua.
Accese la luce e si guardò intorno.
Non si era abituata ancora a considerare quella come casa.
Istintivamente andò al telefono e compose il numero di cellulare di Luca.
<<pronto?>> rispose l’uomo con voce preoccupata.
<<luca…sono Anna>>
<<ehi! È successo qualcosa?>>
<<no…niente di grave…>>
<<ah… Carlo?>>
<<lavorava stasera. Sono appena tornata da casa di Elena. Tu sei ancora al X?>>
<<si…aspetto novità da Raffaele e Alessandro sul caso dello spacciatore. Sono di turno stanotte>>
<<luca…secondo te esiste l’anima gemella?>>
Silenzio.
<<si>>
<<e tu l’hai trovata?>>
<<più o meno>>
<<che significa più o meno?>>
<<che non so se si possa definire proprio anima gemella…visto che è una donna>>
<<oh… una donna, eh?>>
<<già. Non starò mai con lei per ovvi motivi ma so che è la mia anima gemella perché mi completa perfettamente…sai quella cosa delle due metà della mela! Ecco quando parlo con lei mi sento così>> disse quasi dimenticando di parlare con l’amica.
<<capisco>>
<<perché me lo hai chiesto?>> chiese Luca.
<<curiosità>>.
Anna sorrise.
E sospirò.
Dimmi.
Che cosa sta preparando il destino?
Dimmi.
Perché noi siamo così vicini?
Ogni mio tratto tu hai indovinato
mi hai letto con uno sguardo.
Nessun’altra creatura come te
mi conosce
Secoli fa, tu eri mia sorella
oppure mia carissima moglie eri.
W. Goethe